LUPPOLAJO BEER WEEK

- LUPPOLAJO BEER WEEK

Introduzione

Evento per conoscere a fondo la realtà del Luppolajo Farmhouse Brewery con visita all’impianto di produzione e cena-degustazione: Luppolajo Beer Week.

In occasione della “Luppolajo Open Week” di fine novembre ho potuto visitare l’omonima Luppolajo Farmhouse Brewery di Castel Goffredo (MN), un birrificio agricolo che trasforma le proprie materie prime in un ricco assortimento di birre per tutti i palati. Una realtà che abbraccia territorio, sostenibilità, birra e cucina di qualità.

Il ricco programma del weekend comprendeva una visita all’impianto di produzione in compagnia di Enrico Treccani e una cena con la cucina a legna dello chef Alberto Malafico accompagnata da una degustazione guidata dallo stesso Enrico.

IMPIANTO DI PRODUZIONE

E’ costituito da una sala cottura con tini da 24hl, una serie di fermentatori di diverse dimensioni e caratteristiche per sviluppare i differenti stili birrari ad alta e bassa fermentazione, una imbottigliatrice, una lattinatrice, un impianto di trattamento ad osmosi dell’acqua, i macchinari per la macinazione, i magazzini di stoccaggio e le celle frigo.

MATERIE PRIME

Le materie prime provengono soprattutto dalla loro campagna. L’orzo e altri cereali come frumento ed avena, ma anche i luppoli più interessanti sono alla base delle loro birre. Grazie ad una selezione puntigliosa si fanno maltare solo i chicchi migliori prediligendo la qualità alla quantità.

Grande attenzione viene posta alla sostenibilità e alle energie rinnovabili in tutte le fasi di produzione.

LINEE DI PRODUZIONE

Come già accennato dopo la visita Enrico ci ha fatto accomodare nella Tap-Room e ci ha parlato delle loro tre linee di produzione: linea Table Top birre dedicate alla ristorazione, prodotte esclusivamente con i loro cereali e prodotti del territorio come la zucca, l’erba amara e il mosto d’uva. La linea Stranger invece più votata alla ricerca del “famola strana”, indirizzata ad un pubblico più giovane e che ricerca aromi e gusti più decisi, caratterizzata da una grafica vivace e dai nomi che incutono curiosità, nel formato in lattina da 33cl. Infine la linea Cellar, dove si possono trovare birre più particolari come affinamenti in botte o lunghe maturazioni.

CENA E DEGUSTAZIONE

La Tap Room nasce con l’esigenza di affiancare alla produzione birraria un locale dove assaporare una proposta culinaria completa, che mette in evidenza piatti a base di carne e sulla cottura con forno a legna. Preparazioni attente a valorizzare prodotti locali e ricette che prediligono metodi di cottura antiche.

Aperitivo

Il nostro percorso di degustazione è iniziato con una birretta di apertura, la BUCOLICA, ispirata alla tradizione tedesca delle Kölsch, caratterizzata da un colore dorato, un gusto leggero, leggermente fruttato e poco amaro, una birra limpida e fresca. E tra una chiacchiera e l’altra Enrico ci ha presentato i protagonisti e suoi collaboratori della cucina, lo chef Alberto Malafico e il Pastry-Chef Mattia Indiani.

Antipasto con Storione

La prima preparazione prevedeva un tipico prodotto del mantovano, lo storione, un pesce prelibato allevato nel comune di Goito, vicino al Parco del Mincio; con cottura in due versioni, bollito con aggiunta del suo caviale ed in carpione. In abbinamento la Blanche GEORGICA a base di malto d’orzo, frumento, avena e oltre alla classica speziatura con coriandolo e scorza d’arancia, viene aggiunta anche camomilla; poi il sidro Vi de Pom, prodotto con mele locali e maturato in botti.

Primo piatto con Tortelli Ripieni

Come primo piatto ci hanno servito i prelibati Tortelli Ripieni di Erba Amara tipica della zona, conosciuta anche come erba di San Pietro, con profumi balsamici e retrogusto amaro, conditi con burro e salvia, abbinati alla loro versione della Grodziskie, antico stile polacco. La birra dal nome lunghissimo, SMOKING GANJA IN A POLICE STATION IS NOT A BRILLIANT IDEA, ha dovuto ultimamente rivedere la ricetta, e per l’occasione abbiamo assaggiato entrambe le versioni (ndr. guardate le due etichette). È una birra di frumento chiara, a bassa gradazione alcolica, caratterizzata dal malto affumicato su legno di quercia che accompagnano le note resinose delle cime di canapa (nella versione old) e dei semi di canapa (nella versione new).

Piatto Vegetariano con Orto Bruciato

Per spezzare, prima dei piatti di carne, ci hanno servito una loro particolare specialità, che hanno sempre in carta, e che è stata una vera scoperta. L’Orto Bruciato, un insieme di verdure ed ortaggi di stagione in foglia cotti su fiamma di legna conditi con un pesto di frutta secca, noci ed uvetta fermentata. Un piatto interessantissimo abbinato alla versione barricata per sei mesi in botte della bitter Castellana, la BOTANIC BITTER, caratterizzata dalla bassa gradazione ma ricca di aromi balsamici per l’uso dell’Erba Amara.

Secondi di Carne con Roastbeef di Picanha all BBQ e Lingua di Manzo Affumicata

Successivamente ci hanno portato due preparazioni di carne sempre presenti nella loro carta: il roastbeef di picanha al BBQ, condito con una fonduta di Grana Padano 30 mesi da prati stabili e servito su ciabatta di pane, e la lingua di manzo affumicata con finocchi alla brace e limone. In accompagnamento la loro birra di Natale WINTER ALE, leggermente speziata con note di lievito e cereale, calda e avvolgente.

Piatto specialità con Spiedo Bresciano

Ma il piatto forte della serata è stato lo Spiedo Bresciano, un insieme di diversi tipi e tagli di carne (come maiale, coniglio e pollo), il tutto cotto a lungo su un tipico forno e irrorato regolarmente con burro fuso per ottenere una crosta croccante e una carne morbida, accompagnato da una polenta anche lei intrisa del sugo lasciato dalla carne.

Per chiudere in bellezza abbiamo assaggiato tre dolci al cucchiaio accompagnati dalla CALI’, la loro Imperial Stout con note tostate di caffè, cioccolato, ben equilibrata e la più alcolica BARLEY WINE con malti Peated, intensa e decisa, con un lungo finale torbato.

CONCLUSIONI

Una bellissima esperienza, grazie anche al coinvolgimento del grande amico Carlo Vischi. Una graditissima accoglienza di Enrico Treccani e dei suoi collaboratori che seppur conosciuti in questa occasione ci hanno trattato come vecchi amici. Probabilmente ho dimenticato di scrivere qualcosa ma spero di rifarmi con una successiva visita dove dovrò dedicare più tempo per apprezzare i luoghi, la cucina e le birre del Luppolajo Farmhouse Brewery.

Ringrazio anche gli amici che hanno condiviso con me questa bella esperienza: Federica Daniela Parodi e Luca Giaccone, (scusa Carlo se ti ho rubato la foto da Facebook, ma non ne avevo tutti insieme).

Informazioni

sito web: https://luppolajo.com

Indirizzo: Strada Carpendolo 12 – 46042 Castel Goffredo (MN)

Mail: info@luppolajo.it

Telefono: +39 334 1946388

Visitato il 28 novembre 2025