Introduzione
La prima volta che ho assaggiato le birre del birrificio londinese Beavertown era il 2014, in occasione del Salone del Gusto, durante il laboratorio “Londra, le sue birre ed i suoi birrifici”. A presentare le birre e a parlare del panorama birrario di Londra, che in quegli anni era in grande fermento, c’era Steven Crouch, membro del Camra (Campaign for Real Ale) e il birraio che nel 2012 ha fondato Beavertown, Logan Plant; personaggio che a molti non dirà molto, ma il cognome a chi è appassionato di musica farà subito pensare a Robert Plant ed ai Led Zeppelin, infatti è il figlio.
Il birrificio è nato nel 2012 ed in pochissimo tempo ha portato Londra alla rinascita brassicola insieme ad altri birrifici come Weird Beard, Kernel, Brew by Numbers, Red Church Brewery. E dopo poco tempo Beavertown è approdato anche in Italia.

A seguito della grande domanda, e alla necessità di essere disponibile in molteplici locali, nel 2018 una quota di minoranza del birrificio è stata venduta al gruppo Heineken, che lo ha acquisito completamente nel 2022, e Logan diventerà solo un consulente creativo.
Per questo motivo dopo aver visto tre loro produzioni super conosciute agli appassionati in un supermercato della grande distribuzione le ho acquistate per testarle.
NECK OIL – Session Ipa – 4,3% – 35IBU
Una birra chiara leggermente velata prodotta con un malto chiaro e una valanga di luppoli (ben 7). La schiuma bianca è abbondante e persistente. Dal carattere fresco, con un perfetto equilibrio tra le note luppolate agrumate e tropicali e quelle del cereale, il corpo è esile e solo leggermente astringente. Il sapore è di agrumi e frutto della passione, abbastanza persistente, equilibrato e piacevole. Birra dalla facile beva, non impegnativa.


GAMMA RAY – American Pale Ale – 5,4% – 35IBU
Anche questa dorata e velata, un po’ più scura della Neck, prodotta con tre malti chiari e 6 luppoli. Schiuma sempre abbondante e persistente. E’ la più conosciuta ed è l’icona del birrificio. Ispirata alle classiche birre americane cariche di luppoli aromatici. Infatti la massiccia luppolatura si fa notare subito con le sue note tropicali e agrumati (soprattutto mango e pompelmo) sia al naso che in bocca. Nonostante le note amare che sovrastano la bevuta, questa non risulta mai stucchevole.


LUPULOID – IPA – 6,7% – 55IBU
Dorata e velata con schiuma bianca, fine, abbondante e persistente. Prodotta oltre che con malto, anche frumento e fiocchi d’avena, oltre a tre luppoli. Di gradazione più alta e corpo più deciso ma con l’alcool ben nascosto. Al naso si evidenziano le note più pungenti di resina, frutta tropicale ed agrumi. In bocca è più calda, leggermente astringente con retrogusto erbaceo e luppolato. E’ amara e rinfrescante.


CONCLUSIONI
Sebbene le lattine erano in forma senza evidenti difetti le birre mi son sembrate molto simili tra loro; la caratterizzazione data dal luppolo poco presente. Non so se attribuire ciò al fatto di averle comprate nella grande distribuzione e non in un negozio specializzato; mi sembravano un po’ stanche, poco rappresentate dagli ingredienti, soprattutto dai luppoli. Mi ricordavo una bevuta sicuramente più interessante. Non mancherò di assaggiarle in una prossima occasione.
Sicuramente le lattine hanno una grafica accattivante, hanno colori molto vivaci, non manca il tema ricorrente del teschio che appare anche nel nome del birrificio.



Assaggiate il 17 settembre 2024 – casa
Sito web: https://beavertownbrewery.co.uk/